Mappe concettuali, riassunti o disegni? A ciascuno il proprio stile di apprendimento

Quando pensiamo allo studio e alle strategie di apprendimento più utilizzate probabilmente ci visualizziamo riassunti, schemi e pagine lette almeno tre volte. Studiare dovrebbe significare evidenziare i concetti più importanti e rielaborarli in modo da farli propri. Ma è bene ricordare che ognuno è diverso. Pertanto, lo stile di apprendimento di un alunno non necessariamente deve essere il medesimo di un altro.

Stili di apprendimento

La scuola dovrebbe sperimentare diversi stili di apprendimento per comprendere qual è il più adatto a ogni alunno

Il documento dell’UNESCO Good Pedagogy- Inclusive Pedagogy, redatto diciassette anni fa, rinforza questo concetto, dichiarando che tutti i bambini possono imparare e che ogni bambino è diverso. La diversità è, ancora una volta, una risorsa, non un limite.

Gli stili di apprendimento

In un quadro potenzialmente eterogeneo sono stati individuati, in particolare da Luciano Mariani, figura autorevole in ambito pedagogico, quattro stili di apprendimento diversi.

• Il primo è quello denominato visivo- verbale: lettura e la scrittura sono i canali di studio prediletti. Un alunno che utilizza questa modalità di apprendimento prende appunti in classe, ricorre spesso a riassunti scritti e scrive ciò che vuole ricordare. Questa strategia è forse quella più riconosciuta e insegnata nel contesto scolastico. Ma, ad esempio, non potrà essere adatta per alunni DSA o con difficoltà legate alla scrittura, come nel caso di bambini stranieri.

• La modalità visivo-iconografico, invece, si distingue per il ricorso a disegni, mappe concettuali . Il “simbolo”, i colori e la creazione di immagini mentali sono gli elementi distintivi di coloro che utilizzano questo tipo di studio. Un alunno che ricorrerà a questa modalità punterà molto sulla propria memoria visiva. Un bambino DSA sicuramente prediligerà questo canale a quello visivo verbale.

• Coloro che invece preferiscono il canale uditivo rendono l’ascolto la principale risorsa di apprendimento. Lo studio efficace prevede quindi la registrazione delle lezioni, l’utilizzo di audiolibri e l’ascolto. Anche questa strategia, unitamente a quella visiva-non verbale, risulta utile per alunni DSA.

• Infine vi è una modalità spesso poco contemplata ma che potrebbe essere utile soprattutto per alcune materie. Lo stile di apprendimento cinestetico trasforma lo studio in un’attività, passando dalla teoria alla pratica. L’idea è che l’esperienza diretta aiuti a comprendere meglio ciò che si sta studiando. Le attività vengono inoltre suddivise in momenti di studio e momenti di pausa e spesso si ricorre a diagrammi di ciò che si sta studiando. Questa tipologia di attività è utile per alunni più vivaci, che faticano a stare seduti troppo tempo alla scrivania.

Per approfondire: Lavorare sull’apprendimento di bambini con difficoltà

Bisogni educativi speciali

La necessità di differenziare le modalità di apprendimento diventa ancora più evidente con alunni BES. Anche a scuola è importante quindi sperimentare i diversi stili di apprendimento per comprendere quale sia il più adatto all’alunno in difficoltà.

Nell’ambito della didattica di sostegno è necessario diversificare e personalizzare il più possibile i contenuti. E rimodellarli in base alla loro eventuale inefficacia. Le mappe concettuali, ad esempio, possono essere un valido aiuto ma devono essere impostate nel modo più adeguato; poniamoci la domanda: «l’alunno ricorda meglio attraverso immagini e parole chiave oppure tramite un breve riassunto?». E così per tutti gli altri alunni.

A ciascuno il suo stile di apprendimento.

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