Stereotipi e pregiudizi. Le gabbie mentali che rassicurano

Nessuno è immune da stereotipi e pregiudizi, ma conoscere bene il loro significato può essere d’aiuto per avere una maggior consapevolezza della loro presenza e del loro utilizzo.

stereotipi-e-pregiudizi-studio-salem-psicologo-milano

Quante volte nella nostra vita ci è capitato di sentire i termini ‘stereotipo‘ e ‘pregiudizio‘? Probabilmente la nostra prima reazione è stata quella di distanziarsi da tutto ciò che essi comportano. Anche senza una conoscenza approfondita di questi due fenomeni, la connotazione che spesso viene loro data è di tipo negativo. In realtà nessuno di noi è immune né da stereotipi né da pregiudizi ma, conoscere bene cosa significano, può essere d’aiuto per essere maggiormente consapevoli della loro presenza e del loro utilizzo.

Stereotipi

Per stereotipo si intende una credenza, un’opinione, costruita senza una base di esperienza, che riguarda solitamente un gruppo di persone diverse da quelle a cui ci sentiamo appartenere. Uno stereotipo non ha alcun tipo di base scientifica ed è, nella sua forma eccessiva, un tratto distintivo di un pensiero rigido e poco accurato. Analizzandola in questo modo viene confermata l’idea poco lusinghiera che si dà a questa modalità di pensiero. È anche vero che ragionare per stereotipi fa parte dell’essere umano, poiché rappresenta una vera e propria strategia cognitiva, seppur approssimativa e generalizzata. La nostra mente spesso funziona così, in automatico, secondo una sorta di economia di pensiero, che ha come fine quello di aiutarci nella gestione della quotidianità e nella classificazione delle cose ma che, come conseguenza, può portarci ad una vera e propria distorsione della realtà.

Gli stereotipi nascono principalmente dalla cultura di appartenenza e ci aiutano a etichettare ciò che ci differenzia, piuttosto che ciò che ci accomuna. Proviamo a pensare agli stereotipi di genere; sul fatto che gli uomini guidino meglio delle donne, ad esempio. La nostra mente parte da questa credenza, la quale potrà essere rinforzata nel momento in cui sperimenteremo, per assoluta coincidenza, un episodio che rafforza la nostra idea.

Pregiudizi

Un pregiudizio è invece un “prodotto” negativo dello stereotipo. Se lo stereotipo viene racchiuso in una dimensione cognitiva, il pregiudizio, oltre ad avere una componente legata al pensiero, è un atteggiamento negativo verso ciò che categorizziamo come diverso da noi. Il pregiudizio, inoltre, viene diffuso attraverso il linguaggio e, di conseguenza, si può espandere a macchia d’olio.

Pensiamo ai pregiudizi razziali, come a quelli etnici o religiosi. Al razzismo e al razzismo al contrario. Insomma siamo sempre i “diversi”, negativamente parlando, di qualcun altro.

Quali possono essere le conseguenze nella quotidianità?

Alimentare i pregiudizi influenza e circoscrive anche i nostri comportamenti. I frutti di questo ragionamento selettivo e distorto potrebbero dunque essere, ad esempio, le profezie che si autoavverano. Se noi siamo convinti che una determinata categoria di persone possieda alcune caratteristiche specifiche, ci comporteremo con loro in modo tale da far emergere quelle caratteristiche, aumentando ulteriormente il pregiudizio.

Questo fenomeno viene chiamato effetto Rosenthal, o effetto Pigmalione, e può essere abbastanza frequente nei contesti scolastici. Se un docente “etichetta” un bambino come incapace o non all’altezza, lo tratterà, anche inconsciamente, in modo diverso. Quell’alunno interiorizzerà così questo giudizio (potremmo dire pregiudizio nel caso in cui l’atteggiamento discriminante non avesse un motivo e un riscontro nella realtà) e tenderà a comportarsi di conseguenza.

Liberi da gabbie mentali

Nessuna delle nostre menti è immune da stereotipi e pregiudizi. Il primo passo per conviverci e limitare il loro impatto è sicuramente quello di essere consapevoli della loro presenza nel nostro modus pensandi e cercare di uscire dalle gabbie cognitive, dimostrandoci invece che le cose non sono solo come noi o la nostra cultura le interpreta.

Favoriamo dunque i contatti tra gruppi diversi, tra persone diverse, perché la diversità deve esser vista come ricchezza. Superiamo il timore fisiologico verso ciò che non conosciamo con l’onestà mentale, però, di essere disponibili a rivedere le nostre credenze. Il potere che hanno queste “scorciatoie” mentali sui nostri processi decisionali è potenzialmente immenso, e chiunque lavori nel mondo del marketing e della pubblicità lo sa bene. La cultura e la disponibilità di uscire dai confini può renderci più autonomi e liberi da gabbie mentali.

Contattaci qui se hai bisogno di aiuto o di una certificazione DSA

Accettazione privacy e trattamento dei dati.


Related posts