La scuola può rappresentare un grande fattore di stress

La scuola può rappresentare un grande fattore di stress

La scuola può rappresentare per alcuni bambini un vero e proprio fattore di stress. Risolvere i problemi legati a questo aspetto è importantissimo, soprattutto se si parla dei primi anni di percorso scolastico, quelli che definiscono di più il rapporto con lo studio e con l’ambiente di formazione.

In questi casi il ruolo del genitore è fondamentale: per riconoscere lo stress legato alla scuola è necessario captare con attenzione i segnali che il bambino manda e non sottovalutarli mai. Quali sono? Come è possibile riconoscerli? Ecco qualche semplice consiglio al proposito.

Cambiamenti di umore repentini

Ogni bambino ha una storia particolare e un modo diverso di manifestare le emozioni in tante situazioni e anche nello stress a scuola. Data questa doverosa premessa è utile ricordare che esistono comunque ‘segnali’ da non sottovalutare, come per esempio i cambiamenti repentini di umore. In questi casi è essenziale parlare con il bambino, senza forzarlo a dire come si sente ma facendogli capire che in voi potrà trovare sempre un punto di riferimento sicuro per risolvere i suoi problemi.

Insonnia

Un altro segnale frequente dello stress a scuola è l’insonnia, che può accompagnarsi anche a disturbi di natura gastrointestinale dovuti alla somatizzazione. Anche in questo caso è fondamentale il dialogo con il bimbo, sempre senza forzature.

Competizione esasperata

La competizione esasperata in aspetti come i voti costituisce un altro campanello d’allarme dello stress a scuola. Cosa fare in questi casi? Intervenire in maniera repentina, dal momento che il rischio è quello che il bambino veda il processo di apprendimento non come un piacere o un gioco – l’aspetto ludico è basilare nei primi anni di scolarizzazione – ma come un dovere o una ‘corsa a ostacoli’ nella quale primeggiare a tutti i costi.

Prevenire lo stress a scuola dei vostri bambini

Quali sono invece gli atteggiamenti che un genitore dovrebbe evitare e quelli che invece è giusto che adotti? Nel primo caso è bene ricordare l’importanza di non sminuire il bambino in caso di brutti voti, ma fargli capire che se si è impegnato e ha fatto tutto quello è utile concentrarsi sul risultato successivo (ovviamente è fondamentale non essere i primi ad alimentare la competizione scolastica, confrontando i suoi risultati con quelli dei compagni). 

Per prevenire lo stress a scuola è infine opportuno incoraggiare il bambino quando ottiene buoni risultati e ricordare che, tra un corso sportivo e uno di lingua, ha comunque bisogno di uno spazio per riposarsi e, perché no, anche per annoiarsi un po’ e imparare così a trovare strategie creative per occupare il tempo.


Dr.ssa Miolì ChiungDottoressa chiung studio salem

Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Nel 2009 fonda lo Studio di Psicologia Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura. Ha approfondito i suoi studi con numerosi master e corsi. Applicatrice Metodo Feuerstein e ottima conoscitrice della testistica psicodiagnostica dell’età evolutiva e adulta. Ama i libri, la cucina ma la sua grande passione è il mare!


 

Fonte immagine: abcsalute.it

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