Disortografia: può un bambino imparare a scrivere meglio?

Disortografia: può un bambino imparare a scrivere meglio?

Mai fermarsi alle apparenze. Questo è uno di quei modi di dire che racchiudono in sé una delle verità più grandi: bisogna riuscire a guardare al di là di un problema, di un ostacolo, di un pregiudizio. E questo vale soprattutto in psicologia.

Un bambino delle elementari che fa fatica a imparare a scrivere, per esempio, non è per forza un bambino svogliato. Così come un ragazzino delle medie che va male a scuola non è necessariamente un ragazzino che non si applica. In entrambi i casi potrebbe trattarsi di una difficoltà legata a un disturbo specifico dell’apprendimento, e allora diventa inutile e controproducente star lì a rimproverare il bambino e il ragazzino. Bisogna, invece, aiutarli.

La disortografia

Uno dei disturbi dell’apprendimento più diffusi tra i bambini e che, se diagnosticati in ritardo, possono avere ripercussioni negative anche sui ragazzini delle medie, è senza ombra di dubbio la disortografia, un disturbo della scrittura che impedisce di trasformare correttamente il linguaggio parlato in linguaggio scritto.

In pratica, se un bambino mentre scrive salta delle lettere o le scambia, sbaglia a mettere gli accenti, le doppie, scrive ‘scuola’ con la Q, sbaglia i tempi dei verbi, la punteggiatura e via dicendo, bisogna prima di tutto accertarsi che il bambino non sia affetto da disortografia e che quindi i suoi errori non siano imputabili alla mancanza di applicazione. In questi casi, mai rimproverare i bambini, perché si correrebbe il rischio di minare la loro autostima. Quello di cui c’è bisogno, in casi come questi, è una diagnosi e un trattamento riabilitativo.

Come riconoscerla

Poiché, come ho appena ricordato, la disortografia comporta la difficoltà a tradurre in maniera corretta i suoi che compongono le parole in simboli grafici, uno dei primi campanelli di allarme è proprio la ricorrenza di errori sistematici nella scrittura. Per esempio:

► la confusione tra fonemi simili: il bambino non distingue e pertanto confonde suoni alfabetici simili tra loro, come F e V, L e R, B e P, T e D;

► la confusione tra grafemi simili: in questo caso il bambino non riconosce e confonde i segni alfabetici che si somigliano, come ad esempio b e p;

► omissioni: il bambino, in fase di scrittura, si “mangia” delle lettere. Di solito avviene con le doppia o con vocali/consonanti intermedia (cassa – casa; cuoco – coco; cartolina – catolina);

► inversioni: in questo caso, il bambino inverte la sequenza delle consonanti all’interno delle parole. Ad esempio potrebbe scrivere sefamoro al posto di semaforo.

Come può un bambino disortografico imparare a scrivere meglio?

La disortografia, è bene ricordarlo sempre, essendo un disturbo dell’apprendimento, non è imputabile alla volontà o non volontà del bambino. Per cui oltre ad essere inutile rimproverare i bambini che commettono determinati tipologie di errori, è altrettanto inutile costringerli a riempire pagine e pagine con la stessa parola: se sono disgrafico scriverò quella parola cento o duecento volte sempre allo stesso modo… e sefamoro difficilmente diventerà semaforo.

Ci sono, però, degli esercizi che, se proposti al bambino disortografico fin dai primi anni di scuola possono aiutarlo a imparare a scrivere meglio e, man mano che cresce, a scoprire i propri “punti deboli” e a prevenirli.

In prima e in seconda elementare, per esempio, dato che le abilità di lettura sono ancora in fase embrionale, può essere utile far allenare i bambini disortografici a leggere in maniera sillabica, aiutandoli con giochi di composizione e scomposizione delle parole.

Una volta potenziata la lettura, ci si può dedicare a semplici esercizi che permettano ai bambini disortografici di riconoscere i propri errori.

Nelle prime fasi di scolarizzazione, infatti, è importante riuscire a far corrispondere suono e grafia. Quindi, più che al dettato, potrebbe essere più conveniente ricorrere a esercizi mirati al potenziamento dell’ortografia:

► Esercizi di ortografia sulle doppie

► Esercizi di ortografia sulle vocali

Ad ogni modo, se queste difficoltà permangono anche dopo la seconda elementare è bene consultare un professionista esperto in DSA per intraprendere il percorso di valutazione degli apprendimenti

Una volta formalizzata la diagnosi è necessario comunicarla agli insegnanti, che possono così mettere a punto un programma scolastico ad hoc (come d’altronde previsto dalla legge 170/2010) attraverso il Piano Didattico Personalizzato (PDP).

In ogni caso niente paura! Il bambino disortografico può senza ombra di dubbio trovare delle strategie per imparare a scrivere meglio, e in questo caso si dice che potrà compensare alcuni errori. Nel caso in cui le difficoltà permangano siamo nell’era 2.0 e c’è la possibilità ad esempio di utilizzare un PC con il correttore automatico ….. L’importante è che si crei un clima collaborazione reciproca tra scuola e famiglia.

E, soprattutto, non mettetegli fretta! Altrimenti peggiorerete solo la situazione.

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