Orientamento scolastico e disabilità. Come scegliere la scuola superiore più adatta

Per genitori di alunni con certificazione, scegliere la scuola superiore, può essere vissuto con grande apprensione, per diverse ragioni. Vediamole insieme.

Disabilità-scegliere-la-scuola-superiore-studio-salem-psicologo-milano

Pochi giorni fa, nelle scuole, docenti, alunni e genitori si sono augurati “buon anno”. Settembre è infatti il mese dove il mondo dell’istruzione italiana ricomincia, con grandi speranze ed aspettative.

Tutti gli alunni sono apparentemente rilassati e sanno di avere davanti a loro nove mesi per mettersi in gioco. Il discorso cambia per gli alunni che affrontano la terza classe della scuola secondaria e che sono in procinto di affacciarsi alla scuola superiore.

Il passaggio dalle medie alle superiori

Diversi sono i dubbi manifestati dai genitori, i quali riferiscono difficoltà nel trovare una scuola adatta alle esigenze del figlio. Effettivamente il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado alla scuola superiore rappresenta, nella maggior parte dei casi, un cambiamento radicale rispetto ai cicli scolastici precedenti.

In primis ci si separa dall’istituto comprensivo che spesso si inizia a frequentare alla scuola d’infanzia. Da un ambiente familiare, conosciuto e tutelante, si fa il “salto” verso una nuova struttura, il più delle volte non vicina a casa, con regole e aspettative completamente diverse rispetto a quelle apprese fino ad ora.

Per genitori di alunni con certificazione, questo momento, se non opportunamente supportato, può essere vissuto con grande apprensione, per diverse ragioni. In primo luogo ci si scontra nuovamente con una realtà non sempre facile da gestire emotivamente. La scuola superiore abbraccia una fascia d’età che parte dall’adolescenza e arriva quasi all’età adulta. Da qui possono sorgere aspettative rispetto a come potrà realizzarsi il proprio figlio. In un mondo dove è difficile pensare che la diversità di ciascuno sia una ricchezza, la gestione della disabilità, soprattutto alla scuola superiore, non sempre garantisce adeguate attenzioni.

In secondo luogo, nello scegliere la scuola superiore più adatta, sorge la preoccupazione rispetto a quale scelta sia la più adeguata tra una scuola professionale, un istituto tecnico e un liceo, se avviare il proprio figlio ad una professione specifica, scegliendo una scuola di tre anni oppure di cinque, e così via.

Leggi anche: Dislessia, come orientarsi nella scelta della scuola superiore

Come scegliere la scuola superiore più adatta

Nel mare magnum dei dubbi quali possono essere alcune indicazioni per orientarsi meglio?

Fare una lista di priorità. Sembrerà banale, ma riflettere sulle priorità che si vogliono dare alla scelta contribuisce a fare una prima scrematura rispetto alle proposte formative. Nello specifico, si dovrebbe pensare all’importanza del ragazzo/a rispetto alla vicinanza a casa, in modo tale di favorire l’autonomia e l’uso progressivo, ove possibile, dei mezzi pubblici. Se tra gli obiettivi che ci si pone, oltre a quelli didattici, vi sono anche quelli legati all’indipendenza, sicuramente la vicinanza rispetto alla residenza può risultare un criterio importante.  Oltre a ciò è bene pensare se l’avvio ad una professione – gli istituti professionali prevedono tre anni di corso con la possibilità di integrare il quarto e il quinto – possa essere preferibile ad una realtà scolastica di cinque anni. In questo gioca un ruolo importante la preferenza del ragazzo/a e la passione con cui vuole affrontare un nuovo percorso formativo. In entrambe le scelte ci sono pro e contro. Cinque anni di scuola possono risultare tutelanti rispetto ai soli tre, ma è anche vero che in casi in cui l’alunno/a non desideri proseguire gli studi, una scuola quinquennale potrebbe portare ad un abbandono scolastico precoce.

Dare spazio alle preferenze o predisposizioni del figlio/a. Qualsiasi ragazzo/a ha una passione, un’attitudine. Diamo loro spazio di esprimere le proprie preferenze. In questo modo verranno responsabilizzati e vivranno più serenamente il passaggio da una scuola all’altra.

Recarsi fisicamente nelle scuole. Gli open day non sono mai troppi, soprattutto nelle scuole in cui vi è possibilità di far visitare la struttura ai propri figli, e far vedere loro realmente gli ambienti in cui dovranno forse trascorrere i prossimi anni. Quando si deve scegliere la scuola superiore più adatta a un bambino con certificazione, fermarsi al Piano di Offerta Formativa (POF) non è sufficiente.

Chiedere dei colloqui con il referente dei docenti di sostegno. Nel momento in cui si ha a disposizione più tempo rispetto ad un open day si ha modo di valutare in che modo la futura scuola intende accogliere nostro figlio/a e quale progettualità si può ipotizzare per lui/lei.

Far visitare la scuola al ragazzo/a prima dell’avvio dell’anno scolastico. Soprattutto nei casi di patologie come l’autismo, e laddove sia presente una rigidità di pensiero, sarebbe importante organizzare un paio di visite durante l’ultimo anno della scuola secondaria alla futura scuola superiore, coordinate dal docente di sostegno e/o dall’educatore e dai docenti della nuova scuola. In questo caso più un ambiente sarà familiare, più sereno sarà l’inserimento.

La programmazione equipollente

È infine un diritto della scuola, così come della famiglia, valutare se l’alunno possa frequentare le lezioni seguendo un programma equipollente oppure differenziato.

Questo scenario può risultare nuovo alla maggior parte delle famiglie, proprio perché non presente nella scuola media di secondo grado.

La programmazione equipollente consente all’alunno certificato di seguire il medesimo programma
ministeriale. La programmazione in questo caso può essere semplificata (art. 318 del D.L.vo 297/1994), ma conserva sostanzialmente lo stesso percorso degli altri alunni.

Nel caso in cui si valutasse come scelta idonea un percorso differenziato non vi è più l’obbligo di proporre il medesimo programma; i docenti di sostegno unitamente ai docenti della classe potranno delineare attività e progetti il più possibile adatti all’alunno.

È bene specificare che mentre con la programmazione equipollente l’alunno/a si sottopone al medesimo Esame di Stato dei compagni di classe, coloro che seguono un programma differenziato possono partecipare agli esami di qualifica e di stato, svolgendo prove differenziate omogenee al percorso svolto, finalizzate al conseguimento di un attestato delle competenze acquisite utilizzabile come “credito formativo” per la frequenza di corsi professionali (art. 312 e seguenti del D. L.vo n. 297/94).

Vi è comunque flessibilità nella scelta della programmazione, per cui è possibile passare da un programma differenziato a uno equipollente e viceversa.

Per quanto questa ulteriore informazione possa sembrare prematura rispetto alla scelta della scuola, in realtà è utile conoscere a priori questo dettaglio in modo tale da poter scegliere la scuola superiore più adatta, indipendentemente che si tratti di un liceo, di una scuola professionale o di un istituto tecnico.

Related posts