Bambini iperattivi a scuola: come comportarsi

Come comportarsi con bambini iperattivi a scuola è una delle domande più frequenti che mi rivolgono i genitori e gli insegnati. Il disturbo dell’attenzione con o senza iperattività è un problema che può, anzi deve, essere compreso in fase scolastica, associato alle esperienze vissute in famiglia e quindi trattato come un vero e proprio disturbo dell’apprendimento, ovvero curato con terapie psicologiche e con un percorso educativo diverso da quello degli altri studenti.

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Come comportarsi con i bambini iperattivi a scuola?

Dal punto di vista degli insegnanti, esiste una serie di linee guida emanate dal Ministero dell’Istruzione, che riportano come ci si deve comportare se il bambino manifesta una sindrome di ADHD.

Queste linee guida vengono attuate anche dagli psicologi che sono impegnati ad operare sul caso, ma spesso il lavoro comune può essere minato da fraintendimenti e anche da iniziative autonome che vengono portate avanti dagli insegnanti per rendere meno pesante la situazione.

Si tratta di uno sbaglio, poiché le linee guida consigliate dagli esperti tengono conto di molte varianti e si basano su studi e ricerche che hanno analizzato profondamente il problema.

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È importante l’assertività

Se il bambino è iperattivo a scuola, gli insegnanti possono trovarsi in una situazione molto difficile da gestire.

Di base è utile focalizzare lo studente fissandolo negli occhi, per instaurare un rapporto visivo completo e quindi rivolgersi a lui con frasi semplici e ben scandite, mantenendo un serio comportamento assertivo.

Molto probabilmente la natura del disturbo porta i piccoli a pensare ad altre cose durante la lezione e soprattutto a disturbare gli altri alunni chiamandoli o lanciando oggetti. La chiarezza nei richiami va quindi applicata nella consegna dei compiti. Per aiutare i bambini iperattivi a scuola è infatti utile operare il giusto sostegno, sottolineando magari con penne colorate i punti fondamentali e aiutandoli a fare il compito con un sostegno speciale.

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L’organizzazione della classe

L’organizzazione della classe deve essere attuata con intelligenza. Non è infatti utile far sedere i bambini iperattivi vicino alle finestre, alle lavagne o ai cestini, in quanto si tratta di stimoli continui e nemmeno metterli seduti vicino ai compagni rumorosi. L’ideale non è nemmeno isolarli, perché sarebbero continuamente alla ricerca di stimoli nuovi.

Una buona scelta è metterli al centro della classe, magari attorniati da compagni che hanno un carattere forte e che chiedono attenzione e di stare buoni durante le lezioni.

Al contempo, i banchi possono essere alloggiati in modo che l’insegnante possa passarci in mezzo con frequenza e controllare se i bambini stanno attenti e se stanno effettuando i compiti assegnati. In questo modo i piccoli possono sentirsi controllati e protetti e la lezione può svolgersi in modo migliore.

Perseveranza e pazienza

È sempre bene ricordare, ad ogni modo, che, pur seguendo queste indicazioni, i risultati non saranno mai immediati e spesso ci si sentirà con una sgradevole sensazione di inutilità addosso.  L’importante e non lasciarsi prendere dallo scoramento e non demordere: perseverando e continuando sempre a coltivare una sana collaborazione tra scuola e famiglia, i miglioramenti arriveranno.

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