L’Apprendimento Cooperativo come simbolo di inclusione

La scuola è in continua evoluzione. Fino a qualche decennio fa la visione della scuola era molto legata all’ambito didattico; si andava a scuola per imparare le nozioni che dava il docente, adattandosi in tutto e per tutto a regole, metodologie didattiche e ambienti. I genitori si aspettavano che i propri figli andassero a scuola per imparare a “leggere, scrivere, fare i conti”, non era importante quale strategia di insegnamento venisse usata.

A partire da metà degli anni Novanta inizia a insediarsi tra le mura scolastiche il concetto di inclusione: non sono più solo gli alunni, con o senza difficoltà, a doversi conformare alla scuola, ma è la scuola a dover essere modificata in base alle risorse dei bambini.

La scuola cerca, così, di stare così al passo con i tempi, in anni in cui il numero di bambini con difficoltà aumenta: disabilità, DSA, problemi comportamentali e socio economici vengono racchiusi con l’etichetta di BES: Bisogni Educativi Speciali.

Apprendimento Cooperativo

Mettere in discussione la metodologia d’insegnamento

Le classi apparentemente omogenee di una volta lasciano il posto a realtà diverse. Come si può quindi affrontare l’attività scolastica all’interno di un panorama così variegato? Sicuramente è necessario mettere in discussione la metodologia d’insegnamento.

Sempre più spesso il metodo tradizionale, cioè la didattica frontale, risulta non efficace e poco incisiva. Con questo non significa che tutto ciò che è classico debba essere dimenticato, ma con il tempo si può dar spazio a nuove metodologie didattiche, una fra queste risulta essere l’Apprendimento Cooperativo.

Per approfondire: Lavorare sull’apprendimento di bambini con difficoltà: dalla relazione all’autonomia

Apprendimento Cooperativo

Per Apprendimento Cooperativo si intende un metodo di conduzione della classe, che ha come obiettivo potenziare gli apprendimenti, a partire dalle risorse dei ragazzi che fanno parte di quel gruppo di lavoro. Attraverso l’Apprendimento Cooperativo gli alunni devono mettere in circolo ciò che sanno, ognuno utilizzando la strategia più consona al proprio modo di apprendere.

L’Apprendimento Cooperativo ha una sua strutturazione specifica che comprende anche l’organizzazione degli spazi della classe. La distribuzione dei banchi frontale viene sostituita da una disposizione a ferro di cavallo, a cerchio, o a piccoli gruppi di banchi.

Il docente in questa circostanza è un facilitatore del lavoro: promuove le risorse di ogni alunno, si mette in discussione come parte del gruppo e mette inoltre a disposizione le risorse necessarie all’apprendimento.

Gli alunni possono così sostituire l’insegnamento frontale e passivo diventando parte attiva della lezione.

L’Apprendimento Cooperativo non può essere confuso con un semplice lavoro di gruppo. Ha una strutturazione precisa che il lavoro di gruppo non ha: se nel primo caso ognuno ha un compito ben definito e condivide obiettivi raggiunti, il lavoro di gruppo senza particolari indicazioni rischia di diventare comunque un lavoro individualizzato, con coloro che lavorano di più che trascinano gli altri compagni di classe.

Favorire le relazione e aumentare l’autostima

Oltre a favorire gli apprendimenti rispettando le diversità di ciascun alunno, questa metodologia didattica favorisce anche le relazioni tra i compagni e contribuisce ad aumentare l’autostima dei partecipanti.

Anche per queste ragioni l’Apprendimento Cooperativo è indicato in classi in cui sono presenti alunni BES.

Proviamo ad esempio a pensare ad un gruppo in cui i protagonisti dell’attività siano un bambino dislessico, un bambino disortografico e un bambino straniero. Se l’attività proposta è la lettura e la comprensione di un testo ognuno di questi bambini può mettere in campo una propria abilità, compensando le proprie difficoltà attraverso le risorse dei compagni. Il bambino disortografico potrà, ad esempio, leggere il brano, il bambino dislessico potrà invece spiegare il brano al bambino straniero, che potrà realizzare un piccolo schema con disegni o scrivere brevi frasi.

Pertanto l’Apprendimento Cooperativo può essere considerato sia uno strumento compensativo che dispensativo, nonché una modalità di condurre la didattica in grado di valorizzare contemporaneamente ciascuna singola diversità.


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