Importante scoperta sull’origine dell’ Alzheimer

Importante scoperta sull’origine dell’ Alzheimer

Uno studio pubblicato sulle pagine della rivista Journal of Neuroscience potrebbe cambiare radicalmente il punto di vista degli studi e delle cure riguardanti l’Alzheimer, una patologia dalle conseguenze notoriamente gravi, il cui trattamento fa parte dei servizi offerti dal nostro studio.

Lo studio in questione è stato effettuato monitorando la situazione di alcuni topi, in quanto il sistema immunitario di questi animali è molto simile a quello umano. I ricercatori della Duke University School of Medicine di Durham (USA) hanno potuto osservare una corrispondenza tra la progessione della malattia e la dimunizione dell’amminoacido arginina – essenziale per il funzionamento dei meccanismi mnemonici – eliminato dall’azione anomala delle cellule del sistema immunitario.

Sempre sui topi è stata testata l’efficacia di un inibitore enzimatico, denominato difluorometilornitina (Dfmo), in grado di bloccare il consumo di arginina e, di conseguenza, di arrestare la l’insorgenza delle placche proteiche che, a livello cerebrale, sono responsabili dei deficit di memoria nei soggetti malati di Alzheimer, che possono presentarsi anche in maniera improvvisa.

L’Alzheimer – situazione che riguarda più di 25 milioni di persone nel mondo – è una vera e propria malattia sociale, che necessita di percorsi curativi e informativi ad hoc, con attenzione anche alle famiglie dei soggetti che soffrono, la cui collaborazione è notoriamente essenziale per la qualità della vita del paziente.

Questa scoperta può rappresentare un ottimo punto di partenza per cambiare le cose: fino ad ora la molecola di Dfmo è stata utilizzata per la cura del cancro, e non resta che attendere la sua applicazione nel trattamento dell’Alzheimer.

Il nostro consiglio a chi ha un parente che soffre di questa malattia è di non smettere mai d’informarsi sulle principali novità scientifiche riguardanti la patologia, in quanto un interlocutore attento e curioso è molto importante per il processo di comunicazione con medici e altre figure operanti in ambito sanitario.

Altro suggerimento è ovviamente quello di non trascurare la prevenzione – soprattutto se si hanno casi di Alzheimer nella storia clinica familiare – tenendo sempre “allenato” il cervello con attività come la lettura, senza dimenticare l’importanza dei rapporti sociali, veri e propri toccasana per la mente!