PNL: scienza o bufala?

PNL: scienza o bufala?

La Programmazione Neuro Linguistica (PNL) è una scienza effettiva o una bufala che porta acqua al mulino di un business fatto di corsi non certo economici? Tengo particolarmente a questo tema, dal momento che sono sempre di più le persone che, purtroppo, tendono a fare confusione tra la programmazione neuro linguistica e la psicologia, sottovalutando l’efficacia di una terapia strutturata condotta da un professionista che ha alle spalle anni di studi e che non trascura l’importanza della formazione continua.

Nata negli anni ’70 nel momento d’oro della new age, la PNL, con Richard Bandler e John Grinder, considerati universalmente come veri e propri padri fondatori, ha ben poco di scientifico se si approfondiscono le caratteristiche di un metodo che, a detta di chi lo ha ideato e diffuso, è in grado di portare al successo immediato in tanti ambiti dell’esistenza, dal business, alla scuola, allo sport.

Senza entrare nel dettaglio di falsità come gli elementi in comune con la grammatica trasformazionale di Noam Chomsky – che non dà alcun consiglio pratico su come si dovrebbe parlare – è sufficiente dire che la PNL, per via della sua estrema adattabilità, è impossibile da testare con sicurezza in campo pratico.

Sono stati per esempio effettuati numerosi studi che hanno dimostrato l’impossibilità di capire se una persona mente dai movimenti degli occhi e, sulla base dei suddetti risultati, c’è chi è arrivato a negare che il fatto di riconoscere un mentitore dai movimenti oculari fosse un approccio mutuato dalla PNL.

Basta questo per capire che tale disciplina, attorno alla quale aleggia un entusiasmo che non accenna a diminuire, è tutto tranne che una scienza. È poi il caso di ricordare anche l’esistenza di un altro pilastro della PNL la cui validità è smontabile. Di cosa si tratta? Del modeling, ossia della possibilità, secondo i fautori della programmazione neuro linguistica, di arrivare a risultati di successo in qualunque campo dell’esistenza semplicemente imitando i comportamenti di chi li ha già raggiunti.

Mi sembra superfluo specificare quanto sia anti scientifico pensare a tutto questo senza considerare i fattori ambientali (contesto politico ed economico in cui una persona cresce) e quelli casuali, come per esempio la capacità di cogliere l’occasione giusta nel momento più propizio.

Concludo sottolineando che i numerosissimi corsi che vengono organizzati in tutto il mondo – non esiste un sistema di accreditamento riconosciuto a livello ufficiale e quindi chiunque ha la possibilità di aprire una scuola e fare formazione – non rilasciano titoli professionalizzanti.

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