Vita in ufficio, migliore con i suoni della natura

Vita in ufficio, migliore con i suoni della natura

Lavorare in ufficio con un sottofondo naturale leggero può aiutare notevolmente i lavoratori e migliorare le loro performance professionali. Questo è ciò che risulta da una ricerca eseguita dal Rensselaer Polytechnic Institute negli Stati Uniti, che sarà presentato al 169° Meeting della Acoustical Society of America, in corso a Pittsburgh.

Si tratta di una variazione del cosiddetto ‘rumore bianco’ ovvero dell’insonorizzazione che viene applicata negli uffici open space per evitare che i colleghi che lavorano fianco a fianco siano disturbati dai discorsi, soprattutto telefonici, dei vicini e che quindi si distraggano, diventando improduttivi. Da oggi questi sistemi, solitamente realizzati mediante delle speciali pannellature a soffitto, acquistano uno scopo in più e, oltre ad evitare le distrazioni, contribuiscono a creare un’atmosfera semplice e rilassata, che mette a proprio agio i dipendenti e quindi li aiuta a rendere meglio nella loro vita in ufficio.

I ricercatori statunitensi hanno quindi applicato al mascheramento l’impiego di suoni naturali, come il fruscio delle foglie, lo scorrere di una cascata e il fluire dell’acqua di un fiume e hanno testato i risultati su un campione di dodici volontari. I risultati sembrano essere molto buoni, giacché il coefficiente di attenzione è aumentato e i livelli di stress sono invece diminuiti, il top per chi svolge un lavoro impiegatizio di comunicazione continua, soprattutto in un open space dove le comunicazioni sono spesso interrotte dal ritmo del lavoro e il livello di concentrazione può risentirne parecchio.

Non solo, in quanto la tecnica di mascheramento sonoro ‘naturale’ può essere applicata anche ad ambienti diversi dai posti di lavoro, come ad esempio gli ospedali, per alleviare la degenza prolungata dei pazienti e renderla più piacevole. Si tratta di un escamotage che aiuta la mente a posizionarsi in uno stato di stasi, a dimenticare la frenesia del momento, oppure l’ansia che si prova quando si è costretti a soggiornare in un posto contro la propria volontà. I suoni naturali, soprattutto quelli più piacevoli e rilassanti come quelli acquatici, ma anche quelli legati a movimenti leggeri come le foglie mosse dal vento e agli animali, come il cinguettio degli uccellini o il frinire delle cicale, aiutano infatti la mente a riposarsi e a staccare la spina dai problemi, affrontando la realtà con una predisposizione migliore.

A conti fatti, l’esperimento può davvero risultare utile e applicabile in tutti i campi, soprattutto in questi tempi moderni dove la frenesia sale alle stelle e le persone hanno assoluto bisogno di inserirsi in contesti sociali e lavorativi un po’ meno tesi, per il benessere personale e anche per migliorare la produttività dell’azienda.