A tu per tu con Marta Scarabottolo, psicologa clinica

A tu per tu con Marta Scarabottolo, psicologa clinica

Nuovo appuntamento con i professionisti del benessere psicologico. Oggi ospitiamo Marta Scarabottolo, psicologa clinica che si occupa del benessere psicologico ed emotivo della persona.

Dopo aver maturato esperienze nel settore pubblico nel campo dell’Osservazione Psicologica delle dinamiche familiari, di mediazione e di terapia di coppia, nel campo della genitorialità, dell’adozione, così come nel supporto psicologico alle famiglie con situazioni psichiatriche, oggi Marta lavora come Libera Professionista e svolge servizi di consulenza privata: una scelta consapevole che la rende più disponibile e presente nella relazione, partendo da una libertà di scelta del paziente verso la propria persona. A sua volta è una paziente, da anni, attraverso un percorso personale di Psicoterapia in ottica relazionale.

Inoltre è un’addetta ai “lavori della mente” ma anche una donna, una moglie e una mamma. Tenace, caparbia ma anche fragile. Ma soprattutto, è una forte sostenitrice del fatto che in questo lavoro così straordinario servano innanzitutto i libri come strumento, e poi, impegno, anima e dedizione che vadano oltre ogni pezzo di carta acquisito nel tempo.

L’amore per il suo lavoro è un continuo divenire. È partito con un corso di formazione presso il CSF – Centro di Solidarietà di Firenze che l’ha vista poi lavorare nelle comunità per Tossicodipendenti come volontaria e da cui è nata la sua tesi di Laurea (“Uso e abuso della Cocaina”) e i relativi approfondimenti nel campo delle Dipendenze. È anche psicoterapeuta della Gestalt.

Ecco la nostra intervista. Buona lettura!

Qual è il luogo comune che odi di più sugli psicologi?

«A cosa servirà andare a fare due chiacchiere? E per di più devo pure pagare!». Sono molti i luoghi comuni, ma questo è senz’altro quello che personalmente sfido ogni giorno attraverso il mio blog e che mi fa alzare ogni mattina ricordandomi l’impegno e la dedizione che serve in questa professione. Cercare di far passare il messaggio che il mondo della Psicologia, dell’ ascolto, della terapia, NON è fare “ due chiacchiere” è difficile ancora oggi, a maggior ragione quando si va al di là di una patologia! Far conoscere non solo nel disagio l’importanza della prevenzione e del miglioramento ai fini di un benessere emotivo che muove tutta la persona non è facile. Ricordare che dietro tutto questo non ci sono tè e pasticcini ma ci si siede in comodità e in un clima confortevole per lavorare meglio su di sé e andare oltre l’ ovvietà, attraverso l’ esperienza dello Psicologo, le tecniche, i metodi che, assolutamente, non sono paragonabili alla relazione amicale o parentale.

Cosa ti ha fatto appassionare al mondo della psicologia?

Beh… credo di averlo voluto da sempre! Mia mamma mi ricorda che da piccola era un continuo dire “farò la Psicologa!” e nemmeno sapevo cosa significasse. Era forse quel qualcosa che già parlava dentro di me, quell’intuito primordiale che abita in noi e che poi dimentichiamo. Poi, senza ombra di dubbio, la curiosità è stata quello che mi ha mossa. La curiosità alla vita, all’altro con il suo sentire e alla relazione-qualsiasi-che intreccia gli esseri umani.

Qual è il tuo paziente “ideale”?

Sarà che sto imparando sempre di più a non stare sull’ “ideale” che a maggior ragione non saprei collocarvi un paziente. Ogni incontro per me è unico e prezioso e ogni persona è come un figlio. Magari posso immaginare una situazione ideale, e allora, immagino incontri in cui alla base ci siano fiducia, lealtà, rispetto reciproco che diano la possibilità di lavorare ben, a fondo e in continuità.


Hai un episodio lavorativo che è particolarmente buffo?

Nel mio studio si trovano sempre caramelle o cioccolatini in abbondanza. Ricordo ancora quando un paziente parlando di sé dette letteralmente fondo alla scatola di gelatine che aveva di fronte e che arrivato all’ultima, si soffermò un attimo, mi guardò e con aria soddisfatta mi disse “erano davvero buone!”. Il giorno dopo allo studio arrivarono non uno, ma due scatole di morbide gelèe assortite!

Quali libri consiglieresti a chi vuole intraprendere questo percorso?

Da amante della lettura: qualunque e non necessariamente di Psicologia (per quello esistono le scuole!!), perché ogni libro dà la possibilità di immaginare che è l’allenamento più importante si possa fare per questa professione. Quindi, dovendone scegliere qualcuno…beh… La solitudine dei numeri primi e Quattro etti di amore, grazie.

Quali professionisti/colleghi hanno maggiorante influenzato il tuo lavoro?

Mio padre. Che non era un addetto ai lavori della mente, ma un Avvocato libero professionista che mi ha lasciato un’eredità importante in quanto a responsabilità professionale, passione e dedizione! I miei insegnanti, tutti. La mia terapeuta.

Paziente, perché per formarsi, crescere e farsi le ossa occorre tempo e non si finisce mai, e perché, a sua volta, sia realmente un paziente in terapia; poi Curioso e responsabile.

Di non mollare perché questa professione è realmente in continuo divenire… è esperienza continua, aggiornamento, studio, sudore… e occorre tempo per affermarsi! E di star bene! Una buona qualità di vita per un addetto ai lavori, è una responsabilità nei confronti di sé stessi e dei pazienti, per svolgere al meglio la professione!

Siamo arrivati alla fine di questa bella intervista

Ringrazio ancora la Dott. ssa Marta Scarabottolo per la disponibilità, la professionalità e la simpatia con cui si è prestata a fare questa intervista.


Dr.ssa Miolì ChiungDottoressa chiung studio salem

La Dottoressa Miolì Chiung Ching Wang nasce a Milano all’inizio dei ruggenti anni ‘80. Cresce sotto la Madonnina tra la passione per il mare, per i libri e per la cucina. Dopo la laurea in psicologia clinica conseguita nel 2006 presso l’Università Bicocca e l’iscrizione all’albo degli psicologi nel 2008, perfeziona il suo profilo professionale attraverso numerosi corsi e master, formandosi anche come psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e come esperta di Metodo Feuerstain. Nel 2009 fonda lo Studio Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura.

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