A tu per tu con Gerry Grassi, psicologo psicoterapeuta ipnotista

A tu per tu con Gerry Grassi, psicologo psicoterapeuta ipnotista

Nuovo appuntamento con i professionisti del benessere psicologico. Oggi ospitiamo Gerry Grassi, psicologo psicoterapeuta specialista in psicoterapia Breve Strategica e in Psicoterapia e Ipnosi Ericksoniana.

Gerry è Direttore Clinico del Centro T.I.B. Terapie Innovative Brevi. Ha avuto il piacere e l’onore di presentare a due convegni mondiali in Italia e negli Stati Uniti tre tecniche di psicoterapia che ha inventato e sperimentato insieme al Dr. Leonardi. Si è confrontato e formato con i migliori psicologi esistenti ed ha avuto la possibilità di apprendere le tecniche più innovative ed efficaci del modello Strategico e Ipnotico.

Ecco la nostra intervista. Buona lettura!

Qual è il luogo comune che odi di più sugli psicologi?

Che serva necessariamente conoscere il passato in modo approfondito per risolvere un problema del presente. Il passato è importante e sicuramente ha influenzato il presente ma credo che i problemi possano essere risolti in tempi sufficientemente brevi usando anche altre leve che passano prevalentemente dall’azione. Far fare alle persone cose strane le porterà a cambiare e questo è l’obiettivo della terapia. Cambiare.

Cosa ti ha fatto appassionare al mondo della psicologia?

Alcune mie difficoltà personali mi hanno spinto a curiosare nei meandri della mente umana. Ho sempre pensato che abbiamo un potenziale inespresso che può essere tirato fuori da ognuno di noi e sono fermamente convinto che “la testa” possa fare la differenza in molte situazioni. Faccio sempre l’esempio dei giocatori di basket in NBA, sicuramente sono tutti dei campioni e per loro è un gioco da ragazzi fare un canestro ma alcuni hanno delle percentuali basse di realizzazione nei tiri liberi durante le partite importanti, questo evidenzia quanto l’essere sotto pressione possa mettere in condizioni psicologiche che hanno il potere di migliorare o peggiorare la performance.

Qual è il tuo paziente “ideale”?

Beh, questa è semplice, il paziente collaborativo, gentile e rispettoso 🙂

Detto questo… Come diceva il grandissimo Don Jackson: “Non esistono pazienti impossibili ma solo terapeuti incapaci”. Questa frase può sembrare una affermazione arrogante ma io invece la trovo molto umile poiché ci mette davanti alla nostra responsabilità. Troppo spesso gli psicologi giustificano i loro insuccessi con la storia delle “resistenze” del paziente. I pazienti si rivolgono a noi e noi dobbiamo aiutarli. Fine.

Hai un episodio lavorativo che è particolarmente buffo?

Un mio paziente una volta per eseguire un esercizio che avevo suggerito si è recato in una farmacia ed ha chiesto dei profilattici extra-small dicendo che aveva visto la pubblicità in tv. Ovviamente non era vero e la farmacista ha cercato per alcuni minuti nel loro archivio ma non ha trovato nulla. Non so se posso definirlo buffo… sicuramente è stato terapeutico perché questo ragazzo fino a quel momento non avrebbe mai avuto il coraggio di fare una cosa del genere, e anzi aveva timore anche semplicemente a parlare con una donna. Alcuni mesi dopo l’ho visto in un ristorante giapponese a cena con una ragazza… non so se fosse la farmacista ma sicuramente lui aveva risolto il suo problema.

Quali libri consiglieresti a chi vuole intraprendere questo percorso?

sicuramente i due CHANGE dei maestri della scuola di Palo Alto. Li trovo così fondamentali che mi sono pure tatuato quella scritta. Sicuramente la Pragmatica della comunicazione umana e gli Strateghi del potere di Jay Haley che con la sua comunicazione paradossale e talvolta irrriverente riesce a spiegare in modo molto semplice e chiaro concetti anche molto complessi. Ai pazienti invece suggerirei L’arte di Vedere di Huxley (uno dei miei autori/visionari preferiti)

Quali professionisti/colleghi hanno maggiorante influenzato il tuo lavoro?

Sicuramente se oggi faccio questo lavoro è grazie al mio amico/collega Fabio Leonardi che mi ha insegnato molto di ciò che oggi so fare. Mi ha influenzato molto Watzlawick, Weakland, Fish e l’immenso Milton Erickson. In Italia Nardone e Gulotta che hanno parlato per primi di Terapia Strategica portando un grande contributo.

Mi permetto di citare quello che diceva Milton Erickson rispetto a cosa deve saper fare bene uno psicologo… e in effetti sono tre cose: Osservare… Osservare… Osservare.

Leggere e studiare ma soprattutto fare pratica e fare esperienze formative molto pratiche. Direi di vivere la vita anche un po “sulla strada”, frequentare le persone, parlarci, osservare il mondo e il modo in cui le persone interagiscono. Troppo spesso gli psicologi pensano e si rifanno a qualcosa di astratto, di impalpabile. Io credo che la psicologia debba essere una faccenda anche molto pratica e che per fare bene questo lavoro si debbano conoscere molto da vicino alcune dinamiche che poi i pazienti ci riportano in studio. Io nella mia vita ho fatto molte esperienze grazie al fatto che ho suonato per molti anni in una band rock, grazie alla mia passione per il surf e grazie agli anni in cui ho fatto judo e sono convinto del fatto che se oggi faccio bene questo lavoro è grazie anche a tutto questo. Poi consiglierei di andare sul mio sito e vedere i miei video 🙂 Un po di promoziona non guasta 😉

Siamo arrivati alla fine di questa bella intervista

Ringrazio ancora il Dott. Gerry Grassi per la disponibilità, la professionalità e la simpatia con cui si è prestato a fare questa intervista.


Dr.ssa Miolì ChiungDottoressa chiung studio salem

La Dottoressa Miolì Chiung Ching Wang nasce a Milano all’inizio dei ruggenti anni ‘80. Cresce sotto la Madonnina tra la passione per il mare, per i libri e per la cucina. Dopo la laurea in psicologia clinica conseguita nel 2006 presso l’Università Bicocca e l’iscrizione all’albo degli psicologi nel 2008, perfeziona il suo profilo professionale attraverso numerosi corsi e master, formandosi anche come psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e come esperta di Metodo Feuerstain. Nel 2009 fonda lo Studio Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura.

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