I reality sono pericolosi: li usiamo per coprire un senso di vuoto

I reality sono pericolosi: li usiamo per coprire un senso di vuoto

I reality show sono format adorati in Italia come in tutto il resto del mondo. Lo share che accompagna questi programmi tocca vertici molto alti, supportati anche da abili campagne di marketing e dalla scelta dei ‘personaggi giusti‘ da far partecipare. C’è chi, però, addita questo tipo di format come problematici, se non addirittura pericolosi.
La ragione della critica va ricercata in una pluralità di fattori, che non si discostano molto dall’impiego massivo dei social network. In altri termini, si tratta di un uso improprio del mezzo televisivo, che servirebbe solamente per coprire un senso di vuoto, senza apportare cultura, né conoscenza né tantomeno informazione. Tv spazzatura? In un certo senso sì, poiché i reality giocano soprattutto sulla forzatura degli eventi, introducendo i protagonisti in situazioni al limite dell’umana sopportabilità, come accade fra le quattro mura del Grande Fratello oppure nelle spiagge assolate de L’Isola dei Famosi.
Guardare cosa fanno i personaggi, soprattutto quelli che sono già famosi, ascoltare le lamentele e osservare anche come lavorano per catturare l’attenzione si propone come un’abitudine malsana, che non regala niente di buono e che serve per riempire il vuoto di tempo e di risorse che le persone hanno a loro disposizione. Certamente chi ama l’intrattenimento leggero avrà molto da obiettare, giacché è noto che i reality rilassano, non fanno pensare a nulla e si propongono come momenti in cui le persone ‘staccano la spina’ dagli impegni quotidiani.
D’altro canto, si tratta di una televisione che non serve a nulla, che non offre un servizio e che, se vogliamo analizzare la situazione in termini globali, può anche rappresentare un pericolo per gli stessi partecipanti. Chi guarda i reality è mosso da una sorta di voyeurismo ed è proprio su questo concetto che chi scrive i copioni fa leva. Tutti aspettano di vedere come si comporterà il personaggio in una determinata situazione, se sarà in grado di superare certe prove o se addirittura reggerà lo stress di rimanere lontano da casa e lontano dai suoi affetti.
Ma a cosa servono queste prove? Dove sta la suspense? La risposta va ricercata in prove sempre più pazzesche alle quali i concorrenti sono sottoposti, alcune anche al limite della sicurezza. Una volta superate, tutto passa sotto il giudizio insindacabile del pubblico a casa, che in un certo senso sente di poter proclamare il vincitore attraverso il televoto e quindi di partecipare attivamente al reality.
Trattandosi di format completamente privi di cultura, il rischio risiede in definitiva nell’appiattimento culturale e nella sempre maggiore richiesta di visionare prove pericolose e strampalate. Si tratta di programmi che possono indurre anche una sorta di dipendenza, aspetto tipico del voyeurismo, e una necessità di azzerare le funzioni cerebrali in nome della visione di programmi davvero poco edificanti.