Pokémon Go. Tra gioco, moda e ossessione

Pokémon Go. Tra gioco, moda e ossessione

Da circa un mese anche in Italia si sta assistendo al fenomeno dilagante di Pokémon Go. Si tratta di un applicazione basata sulla realtà aumentata geolocalizzata con GPS, i cui protagonisti sono i Pokémon, i celebri animaletti giapponesi disegnati da Satoshi Tajiri nel lontano 1996.

Le loro vicissitudini sono state descritte, a partire dal 2000 in Italia, attraverso il cartone animato omonimo. Dall’animazione in tv si è arrivati dunque al gioco per smartphone. Questa applicazione consente di poter visualizzare un Pokémon attraverso l’utilizzo della videocamera del nostro telefono. Ecco, allora, che le strade reali vengono invase da piccoli animaletti che devono essere dapprima catturati per poi affrontarsi con gli altri simili in combattimenti.

Un dato sconvolgente è la grande popolarità che questo gioco ha ottenuto in pochissimo tempo. Insieme alla fama sono piovute molte critiche in tutto il mondo. Schierati in due fazioni opposte, ci sono coloro che disapprovano Pokémon Go e coloro che la elogiano.

Bisogna pertanto condannare oppure promuovere questa applicazione? Come nella maggior parte dei casi ci sono pro e contro.

I pro

Un dato positivo arriva direttamente dagli Stati Uniti. Al C.S. Mott Children’s Hospital nella città di Ann Arbor (Michigan), l’applicazione Pokémon Go è risultata terapeutica per bambini con diverse patologie. Bambini con difficoltà motorie hanno trovato nell’applicazione il giusto stimolo per uscire dalle loro stanze d’ospedale. Bambini che dapprima non avevano alcuna intenzione di camminare hanno invaso i corridoi per catturare Pokémon. I medici hanno così deciso di ottimizzare i benefici unendo al gioco la fisioterapia: i bambini così svolgevano i corretti esercizi fisici allo scopo di catturare Pikachu e i suoi simili. L’ospedale ha assunto così un altro colore, diventano un luogo meno grigio e triste e più a misura di bambino.

Secondo i dati emersi in questa clinica, Pokémon Go implementerebbe anche la socialità in soggetti autistici. L’esempio riportato è quello di Ralphie, un bambino di 6 anni che ha mostrato miglioramenti nelle relazioni con gli altri bambini.

Vi sono inoltre alcuni adulti che hanno descritto i benefici di questo gioco rispetto a diagnosi cliniche importanti, come in casi di depressione, disturbo borderline di personalità, disturbo d’ansia.

Evitando di assecondare coloro che sostengono che Pokémon Go possa curare delle malattie, sicuramente possiamo sostenere che in alcune circostanze particolari ha contribuito alla terapia e al miglioramento delle condizioni cliniche di alcuni bambini e adulti.

Il dato è positivo e incoraggiante anche se per ora è stato possibile osservare i benefici di questa applicazione solo a breve termine.

I contro

La medesima applicazione non può però vantare solo successi e pregi.

L’uso sconsiderato e non supervisionato dagli adulti può esporre bambini e ragazzi all’adescamento di malintenzionati. È successo negli Stati Uniti, Missouri. Quattro rapinatori hanno attirato l’attenzione di ben undici ragazzini tramite l’applicazione Pokémon Go per poi derubarli.

Oltre a ciò va evidenziato l’uso del gioco, spesso, esagerato, non solo da parte dei bambini ma e, soprattutto, degli adulti. Disattenzione sia alla guida che a passeggio, multe per chi sosta con la macchina in mezzo alla strada intento a catturare Pokémon: episodi come questi stanno accadendo in tutto il mondo.

Pokémon Go: consigli d’uso per bambini

Considerando sia i riscontri positivi che quelli negativi è opportuno evidenziare che il confine tra svago e ossessione è talvolta labile. Se non utilizzati opportunamente il rischio di applicazioni come questa è l’alienazione dal mondo reale. Pertanto non è da demonizzare lo strumento, ma l’uso che se ne fa.

Ricordando che per utilizzare questa applicazione è necessaria la connessione a internet, sarebbe indicato che i genitori fossero presenti durante questo momento di svago dei figli. A monte di ciò sarebbe indicato che i bambini non avessero uno smartphone loro ma che usassero, eventualmente, quello dei genitori. Le tempistiche di utilizzo sono analoghe a quelle di un videogioco, quindi non oltre i 30-60 minuti.

Pokémon Go resta dunque popolarissimo, seppur criticato. Ma come si dice spesso “L’importante è che se ne parli”. Resta a noi adulti comprenderne risorse e saperle gestire.

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