Il disturbo dell’attaccamento nell’età evolutiva

Il disturbo dell’attaccamento nell’età evolutiva

Il disturbo dell’attaccamento, chiamato anche sistema motivazionale dell’attaccamento, è un problema della crescita strettamente legato alla protezione e alla sopravvivenza dell’individuo, quindi va letto in chiave di studio delle specie: questo problema è responsabile dello sviluppo di relazioni gravemente patologiche, in cui risulta alterata una funzione fondamentale: la possibilità che il bambino possa sperimentare un senso di sicurezza.

Mentre l’attaccamento nell’età evolutiva di tipo precoce – un atteggiamento che porta, a sua volta, a creare delle condizioni protettive che andranno ad interessare lo sviluppo psicologico dei bambini in età evolutiva – può essere visto in chiave problematica, l’attaccamento sicuro, ovvero quello ‘sano’, porta ad uno sviluppo corretto dei bambini sia dal punto di vista personale che sociale.

Quanti tipi di disturbo?

Il disturbo dell’attaccamento in età evolutiva può essere di vari tipi ma, di base, interessa dei modelli di comportamento e di strategie che mirano a garantire al piccolo la continua vicinanza della madre. Si tratta di un disturbo che sfocia in problemi legati al senso di protezione e di sicurezza, poiché il bambino sviluppa una relazione patologica che lo porta a sperimentare un senso di insicurezza interno molto forte. Spesso l’attaccamento patologico alla madre si lega a disturbi di altra natura, quali le errate risposte sul campo emozionale e sociale, nonché a disturbi legati alla nutrizione e ritardi nello sviluppo globale.

Quali sintomi per l’attaccamento?

Quali sono i sintomi dell’attaccamento patologico o disturbo dell’attaccamento? L’esordio di questo problema si manifesta solitamente prima dei cinque anni di età e i principali indicatori sono l’isolamento e anche la società indiscriminata, ovvero i casi di bambini che si affidano alle cure di chiunque e non protestano se vengono separati dalla figura di riferimento. Nella letteratura scientifica sono state classificate diverse tipologie di disturbo dell’attaccamento, fra le quali spiccano le distorsioni della base sicura, i disturbi di assenza dell’attaccamento che avvengono quando il bambino non mostra interesse per chi lo accudisce, il cosiddetto DSM IV o disturbo reattivo dell’attaccamento e il disturbo da attaccamento interrotto che avviene in seguito alla rottura stessa dell’attaccamento e che si manifesta con sintomi quali l’afflizione e il lutto.
Il disturbo dell’attaccamento si rivela quindi molteplice nelle sue sfumature, perché l’attaccamento non si verifica solamente nel senso di intenso legame con la madre o con la figura di riferimento, ma può trattarsi di un disturbo che implica comportamenti diversi, che sfociano nella mancanza di autocontrollo, nel ricorso eccessivo alla vicinanza e anche nelle manifestazioni di troppo affetto o preoccupazione per il soggetto che viene chiamato ‘caregiver’, ovvero la persona che diventa il punto di riferimento per il bambino durante la sua prima crescita.