Tu che genitore sei?

Tu che genitore sei?

Quando si parla di genitorialità, una delle prime domande che ci si pone è: “Che genitori bisogna essere? Permissivi o severi?”.

Si sentono così diverse versioni di ciò che è più giusto. In alcuni casi si promuove l’essere “amici” dei propri figli, altre volte si rispolvera la figura autoritaria tipica del genitore di una volta.

Non esiste un manuale del buon genitore, ma si può sempre evidenziare quale stile genitoriale possa essere il più efficace e contribuisca a costruire una base sicura per il figlio, fondata sul rispetto e sulla fiducia e non sul timore della punizione.

Ci sono tre tipi fondamentali di genitore: il genitore autorevole, quello autoritario e quello permissivo. Analizziamoli più nel dettaglio.

Il genitore autorevole

Il genitore autorevole ricorre a poche e chiare regole. Lascia spazio alla comunicazione e al confronto, con l’obiettivo di rendere i figli sempre più autonomi. Le dinamiche educative non rimangono immutate e rigide nel tempo, ma si adattano all’età ed ai bisogni dei figli. Il dialogo con il propri figli e con i loro amici è importante: i genitori hanno così modo di conoscere in modo profondo la loro personalità, mentre i figli potranno contare sui genitori come un punto di riferimento solido.

Il genitore autoritario

Il genitore autoritario è contraddistinto per uno stile educativo eccessivamente rigido, dove i “no” e le punizioni prevalgono su qualsiasi possibilità di confronto. In queste dinamiche il dialogo è più di tipo normativo che affettivo. La regola viene così seguita dai figli più per paura delle punizioni che non per una reale comprensione del perché alcune cose si possono fare ed altre no. Il controllo è eccessivo e non si adatta all’età e alla personalità del figlio.

Il genitore permissivo

Il genitore permissivo lascia i figli liberi, senza porre alcun limite. Il ruolo di genitore viene difficilmente percepito dal figlio, che lo considera come un coetaneo, col risultato di sentirsi disorientato, privo di regole e di un punti di riferimento.

Che genitore sei?

Nella triade “genitore autorevole, genitore autoritario, genitore permissivo”, il primo risulta essere vincente. Essere troppo autoritari non lascia spazio ad una comunicazione emotiva. La rigidità delle regole prevale sull’età o sulle necessità dei figli, i quali le rispettano per paura e non perché hanno compreso realmente il motivo per cui alcune cose si possono fare e altre no.

Il genitore estremamente “amico” del figlio, invece, rischia di dare pochi confini. Un figlio, soprattutto quando adolescente, ha pur sempre bisogno di regole e limiti, per quanto desideri fortemente oltrepassarli.

Come genitori probabilmente sarà difficile etichettarsi in un solo stile genitoriale. È, invece, più frequente passare da uno stile all’altro senza neanche accorgersene. Seppure non esista un manuale del genitore perfetto rimane importante capire perché stili educativi estremi a lungo termine non si rivelino efficaci.

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