Le aspettative dei genitori possono mandare KO i figli

Sì, è vero, non è facile essere genitori. Aumentano le responsabilità, diminuisce il tempo libero, prima di tutto. Aggiungeteci anche la frustrazione, la competitività, la disobbedienza, l’educazione, porta i figli qua, vai a riprenderli di là e tutta una serie di obblighi e impegni a cui far fronte.

Ma, alla luce di ciò, credetemi, non è facile neanche essere figli. Soprattutto quando devono farsi carico delle aspettative dei genitori. Sì, perché troppo spesso, fin dalla loro nascita, vengono investiti da sogni e rimpianti che ancora non gli appartengono. Dai desideri e dai rimpianti dei padri e delle madri, che vedono il bambino come un prolungamento di sé stessi.

Da leggere: L’insuccesso di un figlio non è il fallimento di un genitore

aspettative dei genitori

Le aspettative dei genitori diventano sempre più pressanti quanti più i genitori si identificano nei propri figli e li vedono come estensione di sé

È come se i genitori volessero vedere realizzato quello che loro non hanno potuto o non sono stati in grado di realizzare.

Ma vi siete mai chiesti che ripercussioni possono avere realmente sui bambini tutte queste aspettative dei genitori?

Le aspettative dei genitori

Tantissimi genitori vorrebbero che i propri figli non solo siano migliori di quanto loro sono o sono stati alla stessa età, ma addirittura che siano perfetti. I migliori!

A scuola, nello sport, con gli amici, in tutti gli ambienti in cui si riflette la società, ogni genitore in cuor suo vorrebbe che il figlio fosse un leader. Senza considerare il surplus di stress che queste aspettative, quando vengono espresse ripetutamente, possono generare nel bambini.

Quotidianamente, infatti, i bambini devono confrontarsi con queste realtà, che non sono altro che piccole porzioni di società – presumibilmente a loro misura – in cui viene loro richiesta eccellenza, competizione e realizzazione.

Così, anche un brutto voto a scuola o un insuccesso nello sport possono far nascere angoscia e mancanza di fiducia – e frustrazione, perché non si è stati all’altezza di qualcosa o qualcuno. Unire a tutto questo le aspettative dei genitori e, in molti casi, il loro biasimo, capirete bene che sarebbe un colpo da ko per figli, capace di mandare al tappeto chiunque.

Invece di mettere pressione ai figli, perché diventino perfetti, bisognerebbe insegnare loro che i fallimenti devono generare consapevolezza di sé, non frustrazione. Ma devono essere i genitori i primi ad esserne coscienti.

Il figlio ideale

Il figlio ideale esiste solo nella misura in cui l’archetipo ideale coincida con le caratteristiche specifiche (differenti e per questo uniche) di ogni bambino.

Ogni bambino è diverso dall’altro e, come tale, è giusto che venga trattato e motivato. Ognuno ha le sue propensioni, i suoi interessi, le sue capacità. Pretendere che i figli siano uguali ai genitori è come pretendere che siano privi di una propria personalità.

Le aspettative dei genitori, quando diventano esagerate e pressanti, rischiano di minare oltre che la serenità dei figli, anche la loro autonomia e la loro sicurezza; perché crescere con l’obiettivo di realizzare quanto hanno deciso per loro i genitori, non permette ai figli di maturare una propria identità, proprie scelte e propri gusti. E questo li renderà sempre dipendenti da qualcuno che dica loro cosa fare, cosa dire… e cosa essere.

Fate sentire ai bambini che avete fiducia nelle loro capacità, che accettate le loro scelte e che li sosterrete durante il cammino che decideranno di intraprendere.

Le aspettative dei genitori devono mirare alla crescita equilibrata dei figli, al loro benessere psico-fisico. Alla loro realizzazione. Alla loro felicità.

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