Anche i fratelli dei bambini ADHD devono essere aiutati?

Anche i fratelli dei bambini ADHD devono essere aiutati?

La diagnosi di ADHD non coinvolge solo i genitori ma l’intero nucleo familiare. Anche i fratelli dei bambini con questo disturbo devono essere inseriti in un percorso di aiuto che, chiaramente, chiama in causa anche i genitori e la loro missione educativa.

Si tratta senza dubbio di una situazione delicata, che può essere affrontata in maniera consapevole solo con l’aiuto di un terapeuta che guida fin dalle fasi post diagnosi. Esistono in ogni caso dei consigli pratici che è bene ricordare e che possono aiutare i genitori che si trovano ad affrontare la diagnosi di ADHD in un figlio e, parallelamente, anche il rapporto con i suoi fratelli.

Quali sono? Oggi ne ho selezionati alcuni per voi.

Mai mostrare atteggiamenti di frustrazione

Il bambino ADHD deve vedere nel genitore un punto di riferimento sicuro e autorevole. Lo stesso vale anche per i fratelli a cui non è stato diagnosticato il disturbo, davanti ai quali è consigliabile non mostrare mai atteggiamenti di frustrazione che possono derivare anche dal senso di colpa nei confronti dei figli che non vivono il deficit e che spesso vengono messi in secondo piano.

L’importanza della rassicurazione

I fratelli dei bambini ADHD vanno rassicurati quando si mostrano tristi o arrabbiati. Il rischio di trascurare questo atteggiamento è infatti quello che sviluppino un senso di rancore nei confronti di genitori e fratelli ADHD, arrivando, in casi estremi, ad atti di rifiuto e rabbia violenta.

Responsabilizzazione nelle giuste dosi

I fratelli dei bambini ADHD vivono per forza di cose un rapporto diverso con il concetto di responsabilizzazione. Questo implica da parte dei genitori un’attenzione particolare a certe scelte, come per esempio quella di affidare il figlio ADHD alla loro supervisione, anche se per un ristretto lasso di tempo. In questi casi è bene agire con criterio e mettere sullo stesso piano le caratteristiche del figlio che non soffre del disturbo, che magari non è in grado per età o per indole caratteriale di gestire, anche se per poco, il fratello ADHD.

Attenzione ai rimproveri

Nell’ottica di quanto appena ricordato vorrei parlare anche dei rimproveri, altro aspetto da gestire con estrema attenzione quando si parla di fratelli di bambini ADHD. Come è meglio muoversi? Cercando sempre di non dimenticare la misura, evitando di lasciarsi trascinare dall’impulsività e facendo in modo di riservare i richiami seri a situazioni di effettiva gravità.


Dottoressa chiung studio salemDr.ssa Miolì Chiung

Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Nel 2009 fonda lo Studio di Psicologia Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura. Ha approfondito i suoi studi con numerosi master e corsi. Applicatrice Metodo Feuerstein e ottima conoscitrice della testistica psicodiagnostica dell’età evolutiva e adulta. Ama i libri, la cucina ma la sua grande passione è il mare!

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