I pericoli nascosti della meditazione

I pericoli nascosti della meditazione

La meditazione è una pratica antica, che si propone di aiutare le persone a scoprire molto del sé e a unirsi in armonia con le persone vicine ma anche con l’ambiente e con le situazioni sociali.

Meditare significa pensare profondamente, cercare di dare delle risposte a quesiti dalla natura diversa che interessano la mente e che devono ottenere una risposta certa perché le persone si sentano psicologicamente ed emotivamente appagate e risolte.

Esistono degli aspetti della meditazione che chiedono però di essere valutati con attenzione, giacché la meditazione non è per nulla un percorso facile, ma un cammino ricco di ostacoli che chiedono di essere superati con lucidità assoluta.

Senso di vuoto

Tra i rischi legati alla meditazione si annovera la possibilità che essa lasci un senso di vuoto, di abbandono e di smarrimento in chi la pratica. Ciò avviene perché molte sono le domande che una persona può porsi, ma le risposte che una persona può darsi non possono essere altrettanto abbondanti. Ciò può far nascere un sentimento di frustrazione e quindi di paura e di smarrimento, soprattutto se le domande scavano nel cuore dei soggetti oppure interessano problemi di natura cosmica, dove le risposte ottenibili sono molto fumose.

Peggioramento delle relazioni sociali

Un altro pericolo strettamente legato alla meditazione interessa il peggioramento delle relazioni sociali. Chi medita solitamente cerca di ampliare i propri orizzonti ma sappiamo bene come la macchina umana sia complessa, soprattutto nella sua sfera emozionale e psicologica. Porsi certe domande e darsi certe risposte può quindi condurre chi medita ad allontanarsi dalla realtà, oppure ad approcciarsi in modo diverso, non sempre positivo. Può capitare in quanto l’ego può subire delle variazioni, quindi diventare più affamato di persone che sanno scambiare gli stessi concetti. Le persone che meditano profondamente possono quindi trovarsi ad abbandonare relazioni che fino a poco tempo prima consideravano amiche perché non le ritengono più soddisfacenti a livello intellettuale.

Passività

L’ultimo pericolo legato alla meditazione interessa la trasformazione da attivo a passivo. Non capita molto di frequente ma può succedere, soprattutto nei soggetti più sensibili. Accade che le persone che meditano si pongono delle domande molto profonde e se non riescono a darsi le giuste risposte possono maturare un certo pessimismo cosmico, che le porta a comportarsi in modo passivo, in quanto si sentono incapaci e inadatti nell’affrontare i problemi del mondo, ma anche quelli legati alla loro sfera personale.

Meditazione: sì o no?

Cosa fare, allora, se l’impegno della meditazione diventa troppo gravoso? La scelta si presenta a un bivio, in quanto se la meditazione apporta beneficio personale è utile portarla avanti, mentre se essa provoca senso di smarrimento e di frustrazione è ideale abbandonarla e dedicarsi a pratiche più leggere.


Dr.ssa Miolì ChiungDottoressa chiung studio salem

La Dottoressa Miolì Chiung Ching Wang nasce a Milano all’inizio dei ruggenti anni ‘80. Cresce sotto la Madonnina tra la passione per il mare, per i libri e per la cucina. Dopo la laurea in psicologia clinica conseguita nel 2006 presso l’Università Bicocca e l’iscrizione all’albo degli psicologi nel 2008, perfeziona il suo profilo professionale attraverso numerosi corsi e master, formandosi anche come psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e come esperta di Metodo Feuerstain. Nel 2009 fonda lo Studio Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura.

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