Feticismo: un focus su una delle pulsioni più diffuse

Feticismo: un focus su una delle pulsioni più diffuse

Il feticismo è una delle pulsioni più diffuse. La sua caratteristica principale prevede un interesse sessuale non per il corpo del partner nella sua interezza ma solo per una sua parte o addirittura per un oggetto sostitutivo, che può essere un suo capo di abbigliamento o un materiale (la gomma, il lattice, il pizzo ecc). In genere, la persona feticista prova piacere nel toccare, annusare e avere un contatto fisico come leccare o succhiare l’oggetto feticcio, mentre è impegnato nel rapporto sessuale oppure in fase di masturbazione.

Oggetti di feticismo possono però anche essere delle specifiche caratteristiche fisiche, come per esempio un determinato colore di capelli, o situazioni cliniche come la gravidanza o un handicap.

Il feticismo è una condizione che ha radici antichissime. La sua esistenza è oggetto di discussioni scientifiche da secoli, incentrate soprattutto sulla ricerca del significato del feticcio.

Come si manifesta

Il feticismo può di base dividersi in due categorie. La prima interessa la forma dell’oggetto, che ricopre una fondamentale importanza per il feticista (ad esempio le scarpe con il tacco alto); la seconda categoria interessa il materiale, che diventa la caratteristica fondamentale che deve possedere l’oggetto, come ad esempio la pelle o la seta negli indumenti o negli accessori.

Le persone feticiste spesso collezionano gli oggetti del desiderio e può capitare che li rubano alle persone con le quali hanno intrattenuto dei rapporti sessuali. Ciò che differenza il feticista dalle persone che provano ammirazione oppure eccitazione alla vista di un indumento o di un oggetto provocante è la fissazione, perché il feticista è in grado di provare eccitazione e di raggiungere l’orgasmo solo in presenza di questi oggetti e fatica a raggiungere stati di piacere in loro assenza.

Cause

Nella maggior parte dei casi si tratta della concretizzazione di un’esigenza fondamentale, ossia quella di padroneggiare un’angoscia risalente al periodo dell’infanzia. Le cause del feticismo, pulsione che riguarda soprattutto i soggetti di sesso maschile, sono da ricondursi a diversi fattori.

In alcuni casi si parla di un’infanzia caratterizzata da una figura materna percepita come frammentata  (la madre che non è una persona completa ma, di volta in volta, una voce che consola, delle mani che cullano, un odore immediatamente riconoscibile).

In altri, invece, si collega la diagnosi di feticismo con il fatto di aver assistito a comportamenti sessuali deviati nel corso dell’infanzia, ma anche a un livello di timidezza così alto da rendere impossibile anche un approccio soft, con successiva gratificazione sessuale davanti a oggetti, parti del corpo, caratteristiche fisiche che riconducono a una determinata persona.

Diagnosi

Per formulare una diagnosi efficace è necessario prendere in considerazione un lasso di tempo di almeno 6 mesi durante il quale devono comparire fantasie feticiste ricorrenti, così forti da compromettere lo svolgimento di una vita serena dal punto di vista professionale – capita che i feticisti scelgano un lavoro in base alla possibilità di stare vicino a ciò che provoca loro eccitazione sessuale – o affettivo.

Trattamento

L’approccio più efficace consiste spesso nell’associare a una terapia la consulenza di un sessuologo. In questo modo è possibile agire su due fronti, concentrandosi sia sull’analisi del vissuto e dei traumi del feticista – da ricordare è che spesso chi soffre di questa perversione è restio a iniziare una terapia in quanto trae comunque godimento sessuale dalla sua condizione – sia sulla rimozione degli stimoli eccitatori, che vengono trasferiti dall’oggetto del feticismo ad altri punti di riferimento.

Il feticismo può essere trattato anche se il soggetto che ne soffre vive un rapporto sentimentale stabile. In questi casi è essenziale la collaborazione del partner, che deve essere disposto a intraprendere una terapia di coppia.

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