Le droghe consumano il cervello delle donne

Le droghe consumano il cervello delle donne

Le droghe sono da sempre considerate come sostanze da evitare, come agenti chimici e sintetici che possono apportare delle conseguenze terribili dal punto di vista neurologico e psicologico nei soggetti che ne fanno uso. Un recente studio si è occupato di monitorare le conseguenze che le sostanze attuano sul cervello, proponendosi di comparare un cervello sano in relazione con un cervello di una persona che ha assunto o sta assumendo grandi quantità di sostanze stupefacenti.

Come si è svolto lo studio?

Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’università del Colorado, i quali hanno rilevato che l’uso delle droghe da parte delle donne porta ad un rimpicciolimento del loro cervello. Si è trattata di una vera sorpresa per i ricercatori dell’istituto, che non si aspettavano di ottenere questo risultato e hanno visto lo studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Radiology. Esso dimostra come le droghe abbiano un effetto diverso negli uomini e nelle donne.

Le donne e gli effetti delle droghe

In particolare, le droghe consumano il cervello femminile, poiché nelle donne che hanno assunto sostanze per lunghi periodi e che le stanno ancora assumendo si verifica una diminuzione della materia grigia nel cervello, mentre negli uomini questo non accade. I ricercatori hanno analizzato la struttura cerebrale di 127 persone suddivise fra uomini e donne, dei quali 59 avevano un passato da tossicodipendenti, tra i quali 28 donne e 31 uomini. Le donne analizzate con un passato di tossicodipendenza, ovvero che avevano assunto cocaina, metanfetamine e anfetamine hanno rivelato un cervello ‘consumato’ rispetto alle donne che non avevano impiegato sostanze stupefacenti nel corso della vita e in confronto anche agli uomini che invece avevano avuto un passato simile di tossicodipendenza.

Una terapia diversa per le donne?

Questa ricerca scientifica porta indiscutibilmente alla conclusione che servono terapie diverse per i due generi, ovvero le donne tossicodipendenti vanno curate con metodologie diverse rispetto agli uomini. Le condizioni interessano anche il comportamento, giacché le donne che per anni hanno abusato di sostanze hanno rivelato un complesso comportamentale di natura compulsiva, molte volte in veste esagerata, mentre gli uomini che hanno vissuto le stesse problematiche hanno rivelato comportamenti riflessivi e moderati. Il processo decisionale e anche quello emozionale risultano quindi compromessi nei soggetti femminili e questo aspetto richiede un approccio alla guarigione completamente diverso fra i due sessi, in quanto questi risultati possono aiutare a comprendere i processi biologici che risiedono alla base del decorso clinico delle persone che hanno vissuto lunghe esperienze di tossicodipendenza.