Il pericolo di amarsi troppo: il disturbo narcisistico di personalità

Quando pensiamo al mito greco di Narciso, la nostra mente inevitabilmente ci riporta all’immagine di un giovane, sprezzante dell’amore altrui, che viene spinto dal proprio egoismo e da un sortilegio ad amare la propria immagine specchiata nell’acqua. Il tragico epilogo è quasi un contrappasso della vita di Narciso e, anche se il mito ellenico risale a un paio di millenni fa, il suo prototipo si incontra spesso anche al giorno d’oggi.

Anatomia di un narcisista

Il disturbo narcisistico di personalità è una vera e propria condizione patologica clinicamente riconosciuta e ben definita. Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V), il narcisista avrebbe come caratteristica distintiva una componente pervasiva di grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia.

Il narcisista sopravvaluta costantemente le proprie capacità, assorbito da fantasie di successo, potere, denaro, bellezza. Necessita, inoltre, di una costante adorazione da parte altrui e utilizza le relazioni interpersonali come strumento per ottenere ciò che si desidera.

Conviti di essere speciali ed unici al mondo, queste persone cercano di aumentare la propria autostima in base al valore, idealizzato, che assegnano agli individui che frequentano. In questo modo le persone, esaltate e sopravvalutate come prestigiose e superiori, diventano lo “specchio” attraverso il quale “gonfiare” il proprio ego.

Secondo le statistiche le persone che sviluppano questo profilo di personalità, solitamente prima dell’età adulta, sono per la maggior parte uomini (tra il 50% e il 75%).

Il lato oscuro di un narciso

Un elemento distintivo in questo profilo di personalità è sicuramente la difficoltà nello stabilire relazioni affettive reali con le altre persone. Questo perché la mancanza di empatia li porta a mettere al primo posto le loro esigenze, incuranti dell’eventuale dolore provocato all’altra persona. Potrà quindi capitare che un uomo con questo profilo comunichi alla precedente fidanzata che la storia che sta vivendo con l’attuale amante sia la migliore della sua vita, oppure che si senta infastidito dalle vulnerabilità altrui e da tutto ciò che possa minare il proprio benessere.

Dietro alle manie di grandezza e al bisogno di sentirsi superiori si cela una forte fragilità emotiva e un’autostima molto bassa. Piuttosto però che affrontare queste lacune, il narcisista si costruisce un castello dorato illusorio.

Se un’eventuale relazione con un narcisista risulta dunque difficile, anche la convivenza con la patologia per la persona stessa può avere conseguenze molto negative. In primo luogo le fragilità celate emergono attraverso una grande sensibilità rispetto a possibili ferite, che possono anche essere semplici critiche.

Inoltre, le difficoltà nelle relazioni sia in ambito privato che lavorativo possono portare anche al ritiro sociale, a umore depresso o, viceversa, a periodi di grandiosità vissuti con una modalità maniacale, quindi eccessiva e fuori luogo, ad esempio attraverso il ricorso a droghe come la cocaina.

Come affrontare il disturbo narcisista di personalità

Trattandosi di un disturbo di personalità invasivo è necessario l’intervento di uno specialista che possa fornire un supporto utile per affrontare le difficoltà e fornire strumenti per poter vivere più serenamente la propria quotidianità.

Il primo e più difficile passo è indubbiamente la presa di coscienza da parte dell’individuo rispetto alle proprie problematiche. Solo attraverso la volontà e la motivazione è possibile intraprendere un percorso psicoterapeutico valido.

I disturbi di personalità non possono essere cancellati, ma si può imparare a normalizzarli e convivere con essi. Anche in questo caso la precocità dell’intervento è direttamente correlato alla buona riuscita della terapia.

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