Depressione reattiva: quando la partecipazione emotiva è esagerata

Depressione reattiva: quando la partecipazione emotiva è esagerata

Quando la nostra vita è scossa da eventi traumatici, come un lutto o la perdita del lavoro, proviamo chiaramente tristezza e sconforto. Questa reazione è più che comprensibile, e di solito si protrae soltanto per un periodo limitato: in un tempo ragionevole il dolore viene infatti superato. Si può parlare invece di un disturbo, ed in particolare di depressione reattiva, quando il soggetto colpito da questi avvenimenti reagisce in maniera spropositata, quindi con una tristezza ed una partecipazione emotiva esagerate, ed inoltre permane in questo stato per un periodo di tempo eccessivo.

Sintomi della depressione reattiva

La depressione reattiva è caratterizzata da:

  • Tristezza, umore cupo, pianti molto frequenti;
  • Stanchezza e pigrizia permanenti;
  • Senso di abbandono e di inutilità;
  • Mancanza di fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità di superare il momento critico;
  • Predisposizione ad immaginarsi eventi catastrofici, oppure a prendere decisioni che saranno chiaramente fallimentari;
  • Umore instabile, che di solito peggiora verso sera;
  • Richiesta di aiuto e conforto, anche indirettamente (ad esempio alludendo al suicidio);
  • Attenuazione del malessere quando si ricevono dall’esterno conforto, consolazione e attenzioni;
  • Disturbi del sonno: difficoltà ad addormentarsi o al contrario dormire per troppe ore al giorno.

Cause della depressione reattiva

La depressione reattiva solitamente deriva, come abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo, da un elemento scatenante doloroso o stressante, che può essere ad esempio un lutto, un fallimento professionale o anche una delusione d’amore. A volte può succedere che l’evento sia di poco conto o addirittura inesistente, e che la causa della depressione reattiva sia soltanto una sensazione generale di sfinimento e di stress. Ci sarebbero infatti alcuni fattori che sembra favoriscano l’insorgenza del disturbo: predisposizione familiare, fattori psicologici, squilibri ormonali, utilizzo di farmaci e droghe.

Decorso e terapia

Sia l’insorgenza che il decorso del disturbo sono molto vari: la depressione reattiva può essere infatti di lieve entità o, all’opposto, diventare cronica. Ciò che determina l’andamento del disturbo, piuttosto che l’entità dell’avvenimento scatenante, è soprattutto la personalità del soggetto ed il suo modo di percepire e di reagire ai fatti che lo riguardano.

Se è vero che in alcuni casi vengono utilizzati con successo i farmaci antidepressivi, è anche vero che ci vogliono settimane prima che facciano effetto, e che l’assunzione dovrebbe essere scrupolosa e duratura. I rischi sono poi l’assuefazione al farmaco e la dipendenza psicologica, senza calcolare che spesso non permettono di risolvere davvero il problema che ne sta alla base.

Il trattamento prevalente e di maggior successo è, infatti, di tipo psicoterapeutico, che ha come scopo principale quello di permettere al soggetto di reagire in maniera adeguata all’evento scatenante.

Nei casi più gravi, quindi quando ad esempio vi è pericolo di suicidio o di complicazioni psichiatriche, si rende necessario il ricovero in una struttura adeguata.

Related posts