Cleptomania: quell’impulso incontrollabile di rubacchiare qua e là

Sono sicura che tutti abbiate sentito, almeno una volta in vita vostra, parlare di cleptomania, quell’impulso incontrollabile di rubacchiare qua e là oggetti di poco valore.

Secondo il Manuale dei Disturbi Mentali (DSM-IV TR) la cleptomania è caratterizzata «dalla ricorrente incapacità di resistere all’impulso di rubare oggetti che non hanno utilità personale o valore commerciale».

Spesso la cleptomania viene anche associata al disturbo ossessivo compulsivo.

Donna affetta da cleptomania che ruba uno smalto

Una delle caratteristiche principali della cleptomania è rubare oggetti di poco valore [fonte immagine]

Un desiderio incontrollabile

Per il cleptomane il furto è un bisogno che può essere soddisfatto non appropriandosi dell’oggetto desiderato, ma compiendo il gesto stesso del rubare.

Il gesto non è dettato dalla vendetta, o dalla rabbia, o da un delirio o in allucinazione. No. Il furto è dettato dall’incapacità a resistere ad un desiderio impellente. Non ha neanche premeditazione.

I momenti che anticipano l’atto del rubare, solitamente sono caratterizzati da una miscela di sensazioni: tensione e piacere che, una volta compiuto il furto lasciano il posto a sollievo e gratificazione. Ma si tratta di un appagamento passeggero. Una volta compiuto il furto, il cleptomane può essere facilmente preso da un forte senso di colpa, che può sfociare anche in un forte stato depressivo.

Sintomi

In breve, quindi, per essere definita tale, la cleptomania deve avere le seguenti caratteristiche:

» Desiderio incontrollabile e ricorrente di rubare
» Forte tensione appena prima di compiere il furto
» Piacere o sollievo a conclusione del furto
» Il furto non è motivato da collera o vendetta, né da idee deliranti, episodi maniaci o allucinazioni
» Gli oggetti non vengono rubati per uso personale o per il loro valore commerciale

Chi ne è colpito

Spesso la cleptomania è scoperta solo in modo fortuito, quando il ladro si fa prendere. In genere comincia a manifestarsi durante l’adolescenza e si intensifica nei momenti di stress o nei periodi difficili. Non è raro, inoltre, che questa patologia possa presentarsi insieme ad altri disturbi come bulimia o depressione.

Secondo la letteratura scientifica, il profilo di un cleptomane coincide con quello di una donna sui 35 anni, che avrebbe iniziato all’età di 20 anni e che agisce sempre da sola.

Cause

Le origini della cleptomania sono pressoché sconosciute. C’è chi la considera un sostituto della sessualità e chi la attribuisce a sentimenti di abbandono provati durante l’infanzia.

Secondo le statistiche, la maggior parte delle persone che soffrono di cleptomania hanno vissuto episodi di depressione. Per cui il furto potrebbe anche essere un palliativo per diminuire i cali d’umore, una sorta di consolazione transitoria.

Si sono, inoltre, scuole di pensiero che fanno risalire le cause della cleptomania a un desiderio di punizione, che diverrebbe quindi un atto compensatorio risollevante.

Cure psicologiche e farmacologiche

Per guarire dalla cleptomania, prima di tutto bisogna ammettere di soffrirne. Sì, perché si tratta di una patologia che può essere individuata e curata solo se chi ne soffre viene scoperto o si “autodenuncia”.

C’è però da dire che purtroppo non esistono trattamenti specifici. Ma per risolvere il problema, nei casi meno gravi, è sufficiente affidarsi a una terapia comportamentale e cognitiva (solitamente i sintomi passano in 6-7 mesi). L’obiettivo è stabilizzare il tono dell’umore del paziente per favorire il cessare di tali incontrollabili impulsi.

Nei casi più gravi di cleptomania (per esempio le personalità con tratti psicotici, antisociali e aggressivi), laddove non basti l’approccio psicologico, si può ricorrere anche all’ulteriore aiuto farmacologico. In questo caso sono indicati, accanto alla psicoterapia, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli stabilizzatori dell’umore e gli antagonisti degli oppiacei.

Non lasciatevi suggestionare dalla cleptomania

Attenzione, non lasciatevi suggestionare da quanto ho scritto. Se vi è capitato almeno una volta, di far scivolare in valigia saponi, lamette, asciugamani e via dicendo dalla camera di un albergo, un sottobicchiere dal tavolo di un pub e roba del genere, tranquilli, non siete cleptomani. Come avete avuto modo di leggere, la cleptomania è una patologia molto più complessa.

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