Valutazione disturbi dell’apprendimento

Valutazione disturbi dell’apprendimento

La valutazione è il primo importante passo da intraprendere qualora il bambino manifesti una difficoltà. Infatti permette innanzitutto di capire se le difficoltà siano realmente dovute ad un disturbo specifico dell’età evolutiva, e secondariamente permette di capirne le possibili cause.
La diagnosi può essere effettuata esclusivamente da professionisti: psicologi e neuropsichiatri infantili. Il protocollo prevede la valutazione del livello intellettivo e la somministrazione di una serie standardizzata di test neuropsicologici, che servono ad indagare non solo il livello della lettura, scrittura e calcolo, ma anche altre funzioni fondamentali (come la memoria, l’attenzione e la percezione).
Il percorso di diagnosi è articolato in tre fasi:

  1. Primo colloquio con i genitori per la raccolta di informazioni in merito allo sviluppo edalla situazione scolastica del bambino. Consegna di questionari di osservazione e valutazione, siaper i genitori che per gli insegnanti;
  2. Valutazione del livello intellettivo del bambino e somministrazione di test neuropsicologici;
  3. Conclusione dell’iter diagnostico: il professionista sanitario redige un referto scritto sulla valutazione effettuata, indicando i risultati delle prove somministrate ed il giudizio clinico sui dati riportati.

La valutazione scritta viene consegnata ai genitori, fornendo informazioni chiare e precise sugli eventuali disturbi rilevati, sul percorso riabilitativo consigliato e rispondendo ad ogni eventuale domanda. Essa comprenderà anche le indicazioni sui corretti metodi didattici ed educativi da applicare caso per caso, come l’utilizzo di strumenti compensativi (es. uso della calcolatrice, del computer) e dispensativi (es. interrogazioni programmate, tempi più lunghi per finire un compito), come previsto dalla legge (n. 170/2000). Questo comporta una collaborazione con la scuola, anche per l’eventuale definizione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), che consente ai docenti di adattare il percorso didattico alle reali potenzialità dell’alunno in difficoltà.

In caso di:

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